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LA FENICE DEL BAJKAL ALcune anticipazioni |
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Il romanzo è diviso in sei parti, delle quali anticipiamo alcuni contenuti. ![]() 1 - 4473 MIGLIA Un raggelante scricchiolio si prolunga per interminabili secondi. L'aereo s'inclina a dritta, il pilota tenta di rimettere in linea l'apparecchio. Non ci riuscirebbe se la causa dell'improvviso scompenso non abbandonasse la presa. Rimbombano colpi secchi come di arma da fuoco, si staccano pezzi e scaglie di ghiaccio. La morsa glaciale che ha stretto l'aereo, non l'abbandona. Le lancette degli altimetri, hanno ripreso a scendere. Altro ghiaccio s'è formato anche sui piani di coda. ![]() 2 - IN MISSIONE Ti debbo affidare un incarico, ma non devi parlarne con nessuno. Trasse dal cassetto un dattiloscritto e altre carte intercalate da disegni e mappe. Alzò gli occhi per fissarli in quelli di Sarah, "Ascoltami con attenzione" le disse il Capo dei Servizi più efficienti e violenti del mondo. "Metti ogni parola in memoria. Non posso darti nulla di scritto, sarebbe troppo pericoloso. Questa è una missione segreta." ![]() 3 - ČERTOV ZUB "In russo significa "Dente del Diavolo"", spiegò il timoniere del rimorchiatore ancorato all'ombra del gigantesco monolite. Attorno a lui nubi e carichi magnetici statici, si formano e si disfano, secondo il geologo della missione. E secondo i siberiani del Bajkal, la cima, che nei momenti di tempesta attira fulmini accecanti, è la dimora di un demone. "Di questa roccia stiamo vedendo solo una minima parte" aggiunse il geologo. "La base è laggiù, dove il "Dente" sprofonda nelle acque sin quasi a mille metri!" ![]() 4 - MICHELE STROGOFF "Vostro figlio nel ribattezzarmi ha sbagliato, il cognome Strogoff è russo, io invece nasco da una somma confusa di varie etnie siberiane." Dopo un attimo di riflessione quell'uomo gigantesco e barbuto, gli occhi azzurri senza espressione, aggiunse: "Noi, i tungusi, i tofi e altri nomadi ci siamo spesso combattuti. Ma quando sottoscriviamo un patto lo rendiamo inviolabile con una stretta di mano. Il gesto suggella un accordo da non violare mai." Gli occhi si strinsero a fessura e ripeté: "Mai... mi capisce?" ![]() 5 - MENO MILLE Un rombo cupo contrappuntato da schianti acuti.
L'esposizione dell'iceberg sommerso al calore dei fari, spezzava il delicato equilibrio tra i ghiacci variando la temperatura di quell'abissale profondità. Un calore minimo, rispetto alla massa poggiata al fondo, ma sufficiente a sconvolgerla. Anche perché i suoi equilibri si presentavano già instabili, come Marco aveva constatato. Il gigante reagiva: "... e noi, appena tutto si sgretolerà, riusciremo a penetrarlo e così raggiungere il relitto dell'aereo." Non poteva immaginare quanto sarebbe accaduto di lì a pochi minuti. 6 - HOTEL IMPERIAL Alle sei del mattino del quarto giorno di attesa, il campanello della camera 3608, intestata a Marco Arnei nel più maestoso hotel di Tokyo, anticipò una notizia di segno drammatico. Lui stava armeggiando sui tasti d'un complicato telecomando, nel vano tentativo di sintonizzarsi su RAI International, smise e andò ad aprire. Trovandosi di fronte Ariel e Sarah, questa con l'aria sconvolta, lui invece, impassibile come sempre. Stringeva tra le mani un foglio. Glielo porse: "E' un flash Reuters battuto un'ora fa. Un finimondo, per i vostri amici russi." Marco, afferrato il foglio, lo lesse e si irrigidì, sopraffatto da rabbia e dolore. |
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